Tutor autostradali: multe contestabili senza certi dati
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Tutor autostradali: multe contestabili senza certi dati

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La sentenza è stata emessa dal Giudice di Pace di Firenze. Da anni la giurisprudenza italiana si occupa dei tutor autostradali.

Nei verbali delle multe date per eccesso di velocità in autostrada, è indispensabile riportare l’orario di entrata e di uscita dai portali di controllo. La decisione è stata presa dal Giudice di Pace di Firenze. La sentenza ha accolto le richieste di un’azienda di trasporti che contestava le contravvenzioni prese sull’autostrada A1 (Milano- Napoli). Il tratto in cui è stata presa la multa, quello di Barberino del Mugello, ha un limite di velocità di 80 km/h.

I dati necessari

Il verbale di una violazione rilevata da un tutor autostradale deve contenere, secondo il magistrato, determinati elementi. Tali dati riguardano principalmente il percorso controllato e il tempo del tragitto, ma anche quelle informazioni che permettano a chi riceve la multa di rilevare con precisione come si è giunti al numero corrispondente alla velocità registrata dall’apparecchio. La sentenza, riportata da Today.it, specifica che “(…) il verbale dovrebbe contenere (…) l’indicazione della lunghezza del percorso controllato, del tempo complessivo di percorrenza impiegato dal conducente, dell’orario in cui il veicolo controllato è transitato sotto il portale di uscita e del numero di progressiva chilometrica in corrispondenza della quale è avvenuto il transito verso il portale d’ingresso”. Questi dati, secondo il Giudice di pace di Firenze, non sono però sufficienti.

Occorre indicare l’orario in cui il veicolo è passato per il portale d’ingresso e la progressiva chilometrica (indicata da appositi segnali che indicano i chilometri dall’inizio di una strada) al momento dell’entrata. In più nel verbale è doveroso precisare che la velocità riportata è calcolata nel suo valore medio e bisogna anche fornire gli strumenti che hanno portato al numero fornito. Nel verbale non deve mancare anche l’orario preciso di percorrenza. Tale dato infatti non è una pura e semplice nozione di carattere secondario; al contrario, è un’informazione in grado di fornire dettagli in più a chi riceve la contravvenzione, soprattutto se intende contestarla.

Altri casi

La giurisprudenza italiana si occupa da tempo dei tutor autostradali e degli autovelox. Di recente la Corte d’Appello di Roma ha sancito che il tutor utilizzato da Autostrade per l’Italia deve essere sostituito perché la società avrebbe violato un brevetto. Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, il tutor potrebbe essere rimpiazzato da un altro sistema di controllo, già approvato dal Ministero delle Infrastrutture nel maggio del 2017. In più la Cassazione ha già specificato, nel caso degli autovelox, che tali strumenti di controllo della velocità debbano essere tarati una volta all’anno. Non solo: occorre un verbale che provi gli effettivi controlli e che deve essere a disposizione di chi riceve la contravvenzione. Occorre anche verificare periodicamente la perfetta funzionalità dell’autovelox ed è doveroso riportare tale informazione a chi riceve una multa. In caso non siano stati forniti tutti i materiali, la multa può essere contestata.

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